Domenica 5 e Lunedì 6 Maggio Enovely ha avuto il piacere di ospitare tagVINOlab, un nuovo format ideato dalla traduttrice e docente di inglese Daniela Poni.

TagVINOlab è un laboratorio linguistico bilingue dedicato ai professionisti del vino impegnati in ambito vitivinicolo durante il quale vengono condivisi, in forma intensiva, una serie di termini legati al mondo del vino e dell’enologia raccolti per area tematica e applicati in un contesto di utilizzo linguistico più ampio.

Grande spazio è stato dedicato anche alla degustazione. Dopo aver studiato nel dettaglio una scheda di degustazione didattica completa e ricca di termini in inglese per la descrizione di un vino, sono stati assaggiati e descritti in lingua inglese tre vini selezionati da Enovely.

Ma tagVINO non è solamente un laboratorio dove fare incetta di termini utili per la Wine Industry, è anche un luogo di incontro e confronto tra professionisti del vino, produttori, esperti di comunicazione e sommelier. Valore aggiunto non da poco!

tagVINO non è solamente un laboratorio dove fare incetta di termini utili per la Wine Industry, è anche un luogo di incontro e confronto tra professionisti del vino!

Ma ecco i vini degustati durante TagVINOlab a Trento!

Siamo partiti giocando in casa con uno spumante Metodo Classico Trento D.O.C. Riserva Brut Nature di Bellaveder, Vignaiolo delle colline di Faedo, annata 2014. Uno Chardonnay in purezza che, dopo 36 mesi di sosta sui lieviti in bottiglia, esprime nei suoi profumi tutta la fragranza e l’eleganza delle bollicine di montagna. A primo impatto in bocca, nonostante l’assenza di zuccheri e di liqueur, esprime già una delicata morbidezza e cremosità, che lasciano subito spazio ad un’acidità tagliente che lo rende piacevolissimo alla beva.

Abbiamo fatto poi un saltino in Austria, zona di cui i vini sono poco conosciuti. Nello specifico siamo abbiamo assaggiato uno Zweigelt annata 2017, di Weingut Haider azienda Biodinamica del Burgenland, zona non solo adatta a vini rossi ma anche a passiti da muffa nobile e Eiswein (i vini di ghiaccio). Al naso è intenso, molto fruttato a esprimere tutta la sua gioventù. Vino succoso e potente anche in bocca grazie alla sua dirompente alcolicità.

Per finire in dolcezza siamo poi volati in Francia, con l’assaggio di un Sauternes 2011 di Chateau Pascaud Villefranche, piccola azienda biologica di Barsac. Questo grande vino dolce ottenuto da uve attaccate da muffa nobile non ha assolutamente bisogno di presentazioni! Delicatamente dolce, mai stucchevole grazie alla delicata acidità e alla buona sapidità. Un gran finale!

Nella seconda giornata lo spumante scelto è stato un Franciacorta Saten prodotto da Arcari+Danesi con il Metodo SoloUva di cui trovate maggiori informazioni sul nostro articolo dedicato a loro cliccando qui. Richiedendo una piena maturità delle uve, questa tipologia di metodo classico franciacortino, si presenta nel calice con spiccati profumi fruttati e dolci accompagnati da ricordi di crema pasticcera e pan brioches. In bocca è di una piacevolezza infinita: saporito, salino e persistente negli aromi.

Siamo passati poi al Soave Classico Vigneto Sengialta di Balestri Valda, una selezione delle migliori uve di questo splendido vigneto circondato da boschi, dove l’azienda ha voluto creare una piccola oasi di biodiversità dove anche le loro api possano vivere felici. Un Soave che nasce per esprimere tutte le potenzialità di questo territorio dal suolo vulcanico e di un vitigno che esprime il meglio di sé con il passare degli anni: la Garganega! Il Soave Sengialta fa un passaggio in legno per poi riposare ulteriori mesi in bottiglia uscendo ad oggi con l’annata 2016 che si presenta ricco di sfumature dolci al naso, stupisce poi per il suo sorso secco, gustoso e salino con un finale lungo che ricorda il miele di Tarassaco.

Infine con l’ultimo campione siamo virtualmente volati in Spagna, più precisamente nella DOCa Priorat, territorio unico per il suo clima arido e secco oltre che per il suo suolo composto principalmente da ardesia, localmente chiamata “Llicorella”. Il vino in assaggio era il 2πr di Gratavinum, piccola cantina nel cuore della denominazione. I vitigni utilizzati per l’annata 2016 sono Cariñena e Garnacha, gli autoctoni di questa splendida zona. Questo vino, avendo abbracciato il disciplinare VinNatur, viene nel massimo rispetto della natura, con fermentazioni spontanee, e non avvengono filtraggi. L’affinamento avviene parte in anfora, parte in damigiana e parte in legno. Naso di grande complessità, i profumi più netti e tipici sono la frutta scura in particolare la prugna e l’ardesia. Il sorso ha stupito tutti, grande struttura, bassa acidità ma il tannino succoso e la grande sapidità lo rendono comunque piacevole alla beva, invitando a un secondo sorso.

Ringrazio ancora Daniela per la grande professionalità dimostrata e per aver abbracciato in questa occasione la filosofia di Enovely e dei suoi vini!

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