Si è conclusa lunedì 8 Aprile la sedicesima edizione di VinNatur che ha visto esporre ben 182 vignaioli accomunati dalla volontà di produrre vini naturali. Ma non solo! Tra gli stand era possibile trovare anche grandi eccellenze enogastronomiche artigianali, dai salumi alla cioccolata.

Una delle novità di questa edizione è stata il cambio di location. Ci si è spostati dalla suggestiva Villa Favorita all’ampio Showroom Margraf a Gambellara. Un trasloco doloroso per alcuni produttori nostalgici, mentre altri hanno apprezzato lo spostamento in questo spazioso capannone che, obbiettivamente, ha permesso ai visitatori di degustare con maggiore concentrazione e ai produttori di raccontare le loro bellissime storie in un ambiente meno caotico nonostante la grande affluenza.

Lo Showroom Margraf di Gambellare durante VinNatur 2019

Ma cos’è VinNatur?

VinNatur è un’associazione di viticoltori europei con l’obbiettivo comune di produrre vino in maniera naturale, nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, limitando l’utilizzo di agenti invasivi e tossici di natura chimica e tecnologica sia nel vigneto che successivamente in cantina.

Un’associazione lungimirante, che ha ben in mente i propri obbiettivi a lungo termine e che sul sito si racconta con questo semplice ma efficace video.

Che cosa apprezzo in particolare di VinNatur?

Prima di tutto la grandissima coerenza con il quale comunicano, senza mai scendere a compromessi come dimostra anche il rigidissimo disciplinare di produzione per gli associati che consiglio di visionare e che trovate qui. Una forte tutela per il consumatore finale che sarà sempre sicuro, degustando un vino di un associato VinNatur, di trovare nel calice un’espressione sempre sincera del vitigno e del territorio dal quale proviene. Questo grazie anche al piano di controlli che VinNatur sta elaborando in collaborazione con alcuni enti certificatori riconosciuti dal MIPAAF.

Ma passiamo ai produttori, ovviamente descriverveli tutti sarebbe impossibile… mi limiterò quindi ai tre che più mi hanno colpito.

Iniziamo dal piacevole incontro con Jordi, enologo di Gratavinum, azienda biodinamica del Priorat, in Spagna, già conosciuto circa un anno e mezzo fa durante un mio viaggio studio in Catalunya. Questa famosa denominazione spagnola (Priorat DOQ) deve la propria particolarità alle estreme condizioni climatiche e ad un suolo composto interamente da un’ardesia scistosa di origine antichissima, localmente chiamata “Llicorella”.

“I suoli del Priorat sono composti da un’ardesia scistosa di origini antichissime chiamata localmente Llicorella che permette, in un clima così arido, alle radici di penetrare molto in profondità nel terreno”

Proprio per questo motivo per Jordi è fondamentale ridurre al minimo gli interventi sia in vigna che in cantina, per permettere al vino di esprimere al massimo questo meraviglioso territorio. Grazie a questo i suoi vini, prodotti principalmente dalle varietà considerate autoctone Garnacha e Carineña, ne sono una conferma: ricchi, potenti, complessi e dalla sapidità dirompente!

Jordi Fernandez enologo di Gratavinum

Passeggiando mi ritrovo allo stand di Castello di Stefanago, di cui ormai sono un habitué! Assaggio nuovamente il loro meraviglioso Riesling renano di cui hanno sempre a disposizione più annate, in questa occasione ben quatto! Ma non mi basta! Passo ai loro affascinanti Spumanti, prodotti con il Metodo Ancestrale che vedono la seconda fermentazione in bottiglia partire naturalmente, senza aggiunte di zuccheri o di lieviti selezionati.

Questo permette, insieme ad altri fattori tra cui la raccolta dell’uva ben matura rispetto a quanto viene fatto per i metodo classico tradizionali, di ottenere uno spumante dal sorso ricco e fruttato accompagnato da una bollicina delicata e cremosa. Da provare!

“Il metodo ancestrale interpretato da Castello di Stefanago ci regala uno spumante morbido e fruttato dalla bollicina cremosa”

Giacomo Baruffaldi di Castello di Stefanago sempre in formissima

Concludo con l’azienda agricola Terre di Pietra in Valpolicella, gestita da Cristiano, follemente innamorato della sua terra e saldamente ancorato alla tradizione vinicola di questo territorio. Proprio per questo, non sposando una delle ultime modifiche al disciplinare che hanno visto togliere la Molinara dai vitigni obbligatori nella produzione del valpolicella, ha deciso di dedicare a questo vitigno un vino da lui chiamato DieciCentoMille. Una Molinara in purezza per l’appunto, con l’obbiettivo di ridare dignità a questa varietà che ha come caratteristiche un colore scarico, un’esile struttura ma un’intrigante speziatura al naso ed una gran facilità di beva grazie anche al basso tenore alcolico e alla piacevolissima acidità.

“DieciCentoMille nasce dalla volontà di Cristiano di ridare dignità a un vitigno tradizionale della Valpolicella, la Molinara, spesso espiantata a favore di varietà internazionali”

Non mi sono poi fatto mancare l’assaggio del suo Valpolicella Classico Superiore “Mesal”, un vino ricco e complesso ma che mantiene una bellissima bevibilità grazie alla spiccata acidità dovuta alla posizione del vigneto, posto a 500 metri di altitudine dove gode di un’ottima escursione termica.

Cristiano dell’Azienda agricola Terre di Pietra

Come ogni anno l’appuntamento con VinNatur mi lascia un ottimo ricordo e molto su cui riflettere.

E a voi quali vini sono rimasti impressi in questo week end ricco di eventi e degustazioni?

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